Patto Territoriale Valle del Sabato, Barone (Pdl) intravede il rischio del fallimento

Martedì 16 Settembre 2008 00:00
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“La società del Patto Territoriale non ha più motivo di esistere. L’unica soluzione saggia sarebbe quella di liquidarla, affidando le funzioni residue al comune capofila, ovvero Ceppaloni”.

Il coordinatore comunale del Popolo della libertà, Enzo Barone, non usa giri di parole e invita l’Amministrazione Comunale di Ceppaloni “a chiedere all’assemblea dei soci di avviare le procedure per la messa in liquidazione della società consortile Patto Territoriale Sviluppo 2000 Valle del Sabato”.

Fonte: Il Quaderno
Il dirigente berlusconiano è preoccupato “per le conseguenze negative che i debiti della società potrebbero avere sul Comune di Ceppaloni e sui residenti”. Barone snocciola alcuni dati: “Il capitale della società (circa 400mila euro) è sostanzialmente azzerato, la liquidità scarseggia, le perdite di gestione del 2007 ammontano a circa 180mila euro. E questa è una società che può continuare ad operare? Come si è arrivati a questo ‘buco’ di bilancio?”.

Per Barone, dunque, “la situazione è molto difficile. Perché, se i soci non ripianano i debiti, c’è il rischio del fallimento”.

Per il coordinatore del Popolo della Libertà “i debiti della società del Patto potrebbero influire sulla concessione dei mutui per la realizzazione di opere pubbliche a Ceppaloni. A quanto sembra, la Cassa Depositi e Prestiti avrebbe già chiesto al Comune di Ceppaloni (che è il maggiore azionista del Patto con il 36% circa delle quote) per la concessione di alcuni mutui, di sapere i dati di bilancio delle partecipate. Sarebbe davvero una iattura se per colpa di una gestione non brillante del Patto, fossero bloccati i mutui per opere pubbliche che dovrebbero, invece, contribuire allo sviluppo del nostro territorio”.

Comunque, per Barone le soluzioni non sono tantissime: “O i soci, e tra questi Comune di Ceppaloni e Provincia di Benevento, ripianano i debiti e liquidano la stessa, oppure a breve potrebbe essere necessario portare i libri contabili in Tribunale”.

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