Benvenuti a San Leucio del Sannio

Dissesto del Comune di S. Leucio del Sannio. Pagliuca: 'Chiederemo accertamento delle responsabilità'

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Antonio Pagliuca, segretario responsabile Uil FplIl commissario straordinario del comune di San Leucio del Sannio, Annalisa Sorrentino, con deliberazione n. 7 del 20 maggio scorso ha dichiarato il dissesto finanziario ai sensi dell’art. 246 del Testo unico n. 267/2000. Già il commissario ad acta per l’approvazione del bilancio di previsione del 2012, Michela Falzarano, si era resa conto della gravità della situazione economico – finanziaria e dell’impossibilità di procedere all’approvazione dello bilancio di previsione 2012 a causa di una situazione di squilibrio pari a 2.561.862,70 euro.

 


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L’Ente dichiara il dissesto - La deliberazione del commissario prefettizio

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ComuneEra già nell’aria da tempo e negli ultimi giorni la voce si era fatta ancora più insistente. Infine è giunta la notizia ufficiale. Il commissario prefettizio, Annalisa Sorrentino, ha approvato la proposta di deliberazione del sub-commissario, Anna Maria Mancino, riguardante la dichiarazione del dissesto finanziario del comune di San Leucio del Sannio.

Le condizioni che hanno reso inevitabile la soluzione del dissesto sono state determinate dalla pesante situazione delle casse comunali. Infatti, è facile desumere la causa della decisione dalla delibera, quando si legge la parte riguardante “l’entità del disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2011, il saldo negativo della parte corrente dell’ipotesi di bilancio 2012, nonché la rilevante massa di debiti fuori bilancio”.

Totalmente impraticabile anche la via di un percorso di risanamento o di ripristino di una sana gestione, con ricorso ad un incremento di entrate proprie, dato il superamento dei limiti temporali di approvazione del bilancio 2012 e data l’impossibilità di vendere gli immobili “potenzialmente alienabili, non solo perché non inserirti in un piano delle dismissioni, ma anche per l’attuale fase congiunturale che attanaglia il Paese”.

In allegato alla deliberazione sull’ufficializzazione del dissesto anche un sunto delle vicende amministrative che hanno portato a tale esito.

 


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Amministrative, Grande Sud appoggia 'Rinascita Sanleuciana'

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grande sudIl Coordinamento Provinciale di Grande Sud della Provincia di Benevento dopo un incontro di coordinamento tra i dirigenti, decide ad unanimità di appoggiare la lista "Rinascita Sanleuciana" con Nascenzio Iannace candidato sindaco.

A dichiararlo, Evangelista Campagnuolo, coordinatore provinciale del partito, accogliendo l'invito di Beniamino Zollo, candidato consigliere, nonché referente di Grande SUD per San Leucio del Sannio.


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«Noi candidati per vincere» - Intervista a Eugenio Feleppa, leader del “Movimento CiVico”

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Feleppa EugenioLa lista ‘Movimento ciVico per San Leucio del Sannio’ ha individuato il suo leader in Eugenio Feleppa, aspirante primo cittadino sostenuto da un gruppo che come slogan ha scelto un icastico ‘lo faremo’, a garanzia della fattibilità delle proposte elaborate. Feleppa non è al suo primo confronto elettorale e neanche alla sua prima esperienza politica, ma della sua lista dice “rappresentiamo il vero cambiamento”. I motivi li spiega lo stesso Feleppa

La vostra è definita la ‘lista dei grillini’. Lo conferma?

Principalmente la mia lista nasce dalla condivisione di ciò che rappresenta il M5S: il rinnovamento della politica. Ma nella sostanza è un’alleanza civica. In fase preparatoria ci siamo riuniti a casa del candidato consigliere, Gianpietro Marotti, dove simbolicamente tenevamo la porta aperta a chiunque volesse dialogare con noi. Infatti siamo stati avvicinati da Vincenzo De Lucia, Adriano Zuzolo, Umberto Iannace, Pietro Maio e altri che oggi fanno parte di altre liste. Alcuni sono venuti spinti dalla curiosità di capire le nostre idee, altri per rompere il tavolo della discussione.


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Elezioni, ‘Movimento Civico per S.Leucio del Sannio’: parla Gianpietro Marotti

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“Nella vita mi occupo della direzione di grandi cantieri per opere pubbliche, sono direttore di cantiere nel settore delle fondazioni speciali. Ho deciso di essere presente in questa competizione elettorale perché condivido con gli altri componenti un progetto, un grande progetto, essere un faro per San Leucio.” - asserisce Marotti –


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"La partenza di Angelo": il nuovo romanzo storico di Pietro Zerella

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Pietro Zerella

Siamo felici ed orgogliosi di proporre ai nostri lettori la presentazione dell'ultimo romanzo storico del nostro illustre concittadino Pietro Zerella: "La partenza di Angelo".

 

Premessa dell'Autore

Questo lavoro vuole rendere omaggio a tutti i marinai che, protagonisti e non, parteciparono alla II Guerra Mondiale compiendo il loro dovere.

Uomini e anche ragazzi di sedici anni che, lasciando famiglia e figli, combatterono una guerra, pur coscienti di essere inferiori al nemico per mezzi e armamenti ma non per ardimento.

I fatti salienti di questa guerra sono noti a tutti, come sono conosciute le tattiche delle grandi battaglie e gli atti d’eroismi. Viceversa sono stati da sempre ignorati e tuttora nascosti nelle pagine della microstoria della Marina Militare Italiana, gli innumerevoli atti di valore o semplici esempi d’altruismo e amor patrio di sottocapi o semplici gregari.

Essi onorarono fino in fondo il sacro giuramento alla Patria e i sopravvissuti portarono per sempre i segni sulla carne e le lacerazioni nell'animo di tante battaglie.

La seconda Guerra Mondiale in Europa durò dal 1° settembre 1939 all'8 maggio 1945. Nel teatro europeo e nell'Oceano Atlantico si contarono il maggior numero di morti, tra militari e civili (trenta milioni).

I russi ebbero 20 milioni di morti (7 milioni in operazioni militari); i polacchi 6 milioni (il 20% dell’intera popolazione); gli iugoslavi un milione e mezzo; 620.000 i francesi; 300.000 gli italiani e 280.000 gli inglesi.

I tedeschi alla fine contarono un milione e mezzo di morti in operazioni militari, 2 milioni di dispersi, un milione e mezzo di prigionieri, molti dei quali persero la vita nei campi di concentramento sovietici.

Il protagonista di questa storia è un ragazzo di appena sedici anni che, per non pesare economicamente sul resto della povera famiglia: una bocca in meno da sfamare, si arruola volontario nella Marina Militare.

Pur cosciente dei pericoli che comporta la guerra, era ben consapevole che in Marina avrebbe mangiato tre volte al giorno, mentre a casa sua si pranzava solo a mezzogiorno (pasta e fagioli o verdura selvatica con una focaccia di granturco, quando c’era), come del resto in tutta l’Italia Meridionale e in qualche regione del Nord.

Il ragazzo, intelligente e con la rabbia di chi ha sofferto la miseria, pensa di arrivare in alto, magari di far carriera, se riesce a portare a casa la pelle alla fine del conflitto.

Qualcuno in Alto veglia su di lui, oltre alla madre che ha avuto un grande ascendente sulla formazione del carattere del figlio inculcandogli orgoglio e amore per la famiglia.

Partecipa a battaglie, vede navi affondare, morti divorati dai pescecani o uomini impazziti dalla paura di annegare, amici sfigurati dai proiettili. Lui stesso alla fine rischia di cadere in depressione, quando si presenta alla mente la tragedia della guerra e della distruzione o quando rimane in coma per diversi giorni. Alla fine si salva, spesso per pura fortuna o per la grande fede che lo sorregge.

 

PRESENTAZIONE

L’autore con uno stile narrativo semplice ma particolarmente efficace narra la storia di un marinaio del Sud che, pur in assenza di una cultura e di una conoscenza del mare spinto solo da una grande forza esistenziale, riesce a superare con una dose anche di fortuna la tragedia della seconda guerra mondiale.

Lo stile narrativo è caratterizzato da una grande umanità, sensibilità, che tocca profondamente il lettore fino a portarlo alla commozione per i tanti episodi tragici vissuti dal protagonista.

Nel racconto viene fuori la figura di un giovane sannita, che, pur vivendo tra le montagne della propria terra, lontano dal mare, sceglie di servire la Patria in Marina come volontario, scoprendo poi di avere già nei suoi cromosomi i principi che hanno sempre guidato gli uomini di mare: la solidarietà, l’altruismo, l’amore per la propria terra e per la famiglia. Sono tutti sentimenti universali che il lettore troverà nel libro facendo assumere allo scritto non più un prodotto della storia locale ma un lavoro a valenza universale.

Notevoli ed efficaci risultano le testimonianze dirette, sempre puntuali e mai appesantite dalla retorica.

La narrazione procede lineare e rigorosamente fedele ai fatti, arricchita via via da interessanti riflessioni socio-politiche.

Belle e liricamente riuscite sono alcune istantanee relative alla vita, ai costumi ed alle relazioni affettive della terra di origine.

Amedeo Pedicini, Ammiraglio sannita in congedo

 

Nato a Beltiglio di Ceppaloni, Pietro Zerella vive a San Leucio del Sannio. Laureatosi in scienze politiche e sociali, è stato ispettore capo della polizia di stato. Oggi in pensione, svolge attività di promozione culturale. Vincitore di premi letterari, negli ultimi anni si è dedicato con particolare passione alla ricerca storica.

Fra le sue numerose pubblicazioni:

- Il Clero Sannita nella crisi dell’Unificazione (1860 – 1862), saggio pubblicato nella Rivista Storica del Sannio;

- Preti Contadini e Briganti nell’Unità d’Italia (1860 – 1862) – Ed. La Scarna,2000;

- Arturo Bocchini e il mito della sicurezza (1926 – 1940) – Ed. Il Chiostro, 2002;

- Il sole dei Lupi, Ed. Il Chiostro, 2006;

- Angela la scala della vita – Racconti della mia terra – AGM, 2008;

- Stefano Borgia – Governatore del Ducato Pontificio di Benevento nel XVIII secolo – Ed. MediapressPublishing, 2010;

- L’altra faccia dell’Unità d’Italia (1860 – 1862) – Ed. Del Bucchia, 2012.

 

 

 


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Divieto di giocare a pallone in piazza

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Piazza Municipio San LeucioE’ stato disposto con un’ordinanza comunale il divieto di giocare a calcio in piazza F. Zamparelli. Una decisione che avrebbe già sollevato le prime polemiche. Il problema riscontrato, infatti, è la mancanza di spazi da destinare alle attività dei più piccoli, non essendoci strutture o altre aree della paese potenzialmente destinabili al tempo libero dei bambini. I malumori sono già diffusi. Non è improbabile che a breve venga creato un comitato di tutti i cittadini che contestano tale decisione. Nell’ordinanza si legge che la piazza «viene utilizzata impropriamente per partite di calcio spesso arrecando danni a cose ed edifici pubblici, nonché disturbando la pubblica quiete».


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«Noi una ventata di novità» - Intervista al candidato sindaco della lista “Paese mio”

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Albino Ricci‘Paese mio’ è una lista composta da personaggi totalmente avulsi dai precedenti trascorsi amministrativi (tranne in un solo caso retrodatabile di alcuni decenni), che si propone all’elettorato “con volti e prospettive completamente nuovi”. A illustrare il tutto è Albino Ricci, il candidato sindaco.

‘Paese mio’ ha avuto una gestazione che ha coinvolto in prima persona alcuni esponenti del Pd oggi inaspettatamente esclusi dalla competizione. Come si è arrivati a questa scelta e che qual è l’indicazione politica del gruppo?

«La decisione è dovuta alla volontà di presentare una compagine completamente rinnovata. ‘Piazza Grande’ movimento da cui è nata la lista si è fatto portavoce della salvaguardia del principio del cambiamento. Volevamo dei candidati che non avessero niente a che fare con il passato amministrativo. Per quanto attiene all’appartenenza politica, sebbene alcuni candidati abbiano una caratterizzazione in tal senso, nella sostanza si tratta di un’alleanza civica, vicina agli orientamenti del Pd».

Come si è giunti alla definizione della sua leadership?

«Il mio nome non nasce dal nulla. Anche nove anni fa sono stato ad un passo dalla candidatura che poi naufragò qualche giorno prima della presentazione delle liste. Allora le forze del centro-sinistra confluirono nella lista capeggiata da Furno. Ma a prescindere da questo dato sono sempre stato un attento osservatore della gestione amministrativa; questo è il momento propizio alla mia candidatura, ho maggiore disponibilità di tempo e di energie. Mi dedicherò completamente alle cause della trasparenza e del rinnovamento totale del paese».


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Delitto Pisano, via al processo

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Ammissione dei mezzi di prova, il no della Corte di Assise (presidente Rinaldi) alla richiesta della difesa di rito abbreviato condizionato all’esecuzione di una perizia, il rinvio al 24 maggio. Si è chiusa così la prima udienza del processo a carico di Marcel Sorinel Cojoc (avvocato Alberto Simeone), 31 anni, rumeno, accusato dell’omicidio di Antonio Pisano, 52 anni, un agricoltore di San Leucio del Sannio, che il 9 luglio del 2010 era stato aggredito e colpito violentemente alla testa.

Soccorso, era stato trasportato al ‘Rummo’ in gravi condizioni. Due settimane più tardi il suo cuore si era fermato per sempre. Il dramma si era verificato alla contrada San Marcello di San Leucio del Sannio, all’interno di una baracca di legno in un terreno di proprietà della vittima. Erano stati i familiari a dare l’allarme dopo aver rinvenuto il loro congiunto a terra, privo di sensi e con profonde lesioni al capo. Trasportato da un’ambulanza in ospedale, il 52enne era stato operato e giudicato in prognosi riservata per un’emorragia cerebrale post-traumatica.


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