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Adriano Zuzolo si dimette da componente del direttivo del Partito democratico

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La composizione delle liste per le elezioni amministrative di giugno comincia ad avere le sue prime ripercussioni sul quadro politico locale , creando qualche dissapore.

La scelta di molti esponenti della vecchia maggioranza di non appoggiare più l’ex sindaco Romeo Furno, ma di concorrere in netta contrapposizione alla sua lista se da una parte ha incontrato il favore di chi si è detto stanco di questa cristallizzazione, che ha visto il potere arroccato per troppo tempo nelle mani di pochi e per giunta sempre gli stessi, dall’altra ha evidenziato le contraddizioni che da tempo caratterizzavano la compagine amministrativa e che hanno portato ad un alternarsi di uscite e rientrate dalla Giunta, giustificate poi con la volontà di scongiurare il commissariamento, a dichiarazioni affermate in incontri pubblici, dove si è detto di tutto e di più, e poi ritrattate in sordina dietro la promessa di ‘un posto al sole’ e perché no anche di un nuova chance elettorale. Insomma un gran polverone che, sicuramente, non ha sortito gli effetti sperati da molti.

 

Questo uno dei motivi che ha portato Adriano Zuzolo a dimettersi da componente del direttivo del Partito Democratico.

“Una decisione – spiega Zuzolo – maturata proprio guardando lo scenario che si è venuto a creare in vista dell’appuntamento elettorale di giugno e che ha evidenziato una contrapposizione tra il programma stilato dal circolo democratico e l’operato di alcuni suoi componenti che hanno preferito rinnegare quei principi pur di ritornare al potere. Uno scenario, visto e rivisto, che ormai non stupisce più nessuno. Pensavo – seguita Zuzolo – che il Pd si impegnasse, in modo rilevante e determinante, per accelerare un rinnovamento reale del paese e farlo così uscire da una situazione di stallo che dura ormai da più di 20 anni, invece, mi sono dovuto ricredere. Purtroppo, si ripercorrono le vecchie logiche di potere e di mera contrapposizione personale che hanno impedito al paese una crescita sociale e civile con l’aggravante che San Leucio continua a subire un forte processo di regressione.

E come sempre i corsi e ricorsi storici si ripetono e non portano nulla di nuovo se non il nome delle liste con cui si concorre e di cui fanno parte sempre gli stessi. Alla faccia del cambiamento!”

 

Fonte: Il Sannio Quotidiano

 

 


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