Gino Iannace, docente della Facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli, insieme al suo gruppo di ricerca ha condotto uno studio sulle caratteristiche sonore del teatro antico.
di Adriana FrancescaFonte Il Sannio Quotidiano
Questo tema, che sarà oggetto di una conferenza prevista per il giorno 23 novembre alle ore 18 presso la Biblioteca Provinciale di Benevento, è il risultato di una campagna di misure acustiche svolte, nella scorsa primavera, all’interno del teatro romano di Benevento “con l’obiettivo – spiega Iannace - di scoprire i segreti della buona acustica comparandola con quella di altri teatri greci e romani.
Le misure sono state eseguite collocando una sorgente sonora sulla scaena e nell’orchestra e dei ricevitori microfonici lungo la cavea, secondo diverse direzioni radiali.
Lo studio – seguita il professore - ha evidenziato come le originarie gradinate rivestite di marmo, quindi con superfici lisce, avrebbero contribuito in modo significativo ad allungare la coda sonora del suono generato, migliorandone così la qualità. In effetti – continua il docente - le attuali gradinate in mattoni e malta presentano scarse capacità di riflettere il suono e , quindi, non danno contributi significativi al sufficiente prolungamento della coda sonora.
E’ bene tuttavia precisare – aggiunge Iannace - che la buona acustica di queste strutture non era esclusivamente legata al rivestimento marmoreo delle gradinate, ma soprattutto alla geometria delle stesse. Grazie a queste ricerche con il mio gruppo siamo arrivati alla conclusione che le gradinate per la loro geometria, sono superfici periodiche e contribuiscono alla diffusione delle onde sonore, per cui lungo la cavea, a distanza dalla sorgente, il livello della pressione sonora invece di diminuire aumenta.
Lo studio del teatro romano di Benevento – conclude Gino Iannace - è stato il primo passo per svelare i segreti della buona acustica dei teatri antichi, per tale motivo verranno intensificate le verifiche e gli esperimenti, con una campagna di misure in altri teatri di epoca romana come Cassino, Minturno e Pompei. Questo lavoro vuole essere uno stimolo affinché al teatro romano, che è un’opera tra le più maestose della romanità nel sud Italia, sia data la dovuta attenzione in modo da essere opportunamente valorizzato”.

