E’ un omicidio che risale all’estate dello scorso anno. Era il 9 luglio del 2010: Antonio Pisano, 52 anni, un agricoltore di San Leucio del Sannio, era stato aggredito e colpito violentemente alla testa. Soccorso, era stato trasportato al ‘Rummo’ in gravi condizioni. Due settimane più tardi il suo cuore si era fermato per sempre.
Si tratta di una vicenda di cui ci siamo occupati in più occasioni, un mistero lungo quindici mesi. Un delitto ancora senza una soluzione, al centro di un’indagine a carico di un giovane accusato di essere l’autore del gesto, ma del quale non ci sono però tracce.
Sembra infatti sparito nel nulla il 28enne di nazionalità rumena che i carabinieri ritengono responsabile della morte di Pisano.
Il dramma si era verificato alla contrada San Marcello, all’interno di una baracca di legno in un terreno di proprietà della vittima. Erano stati i familiari a dare l’allarme dopo aver rinvenuto il loro congiunto a terra, privo di sensi e con profonde lesioni al capo. Trasportato dal 118 in ospedale, il 52enne era stato operato e giudicato in prognosi riservata. Il 23 luglio il decesso. Dopo essere stata sottoposta ad autopsia dal professore Fernando Panarese, la salma era stata riesumata alla fine di settembre per ulteriori prelievi.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, ai quali non sarebbe stato presente alcun testimone, Pisano sarebbe stato aggredito e colpito dal cittadino straniero che, dopo aver cercato di allontanarsi con l’auto dell’agricoltore, finita in una scarpata, era fuggito a piedi. Probabilmente con i soldi custoditi nel portafogli dell’uomo.
Da quel momento le ricerche non hanno dato i risultati sperati, il giovane rumeno non è stato rintracciato. E’ scomparso, portandosi dietro una lunga scia di dubbi e domande che attendono una risposta rispetto alla tragica sorte toccata al 52nne, al dolore dei suoi parenti.
Fonte: Il Sannio Quotidiano

